I 5 migliori produttori di vini artigianali del Collio (secondo noi)

Il Collio è una delle grandi zone a più alta vocazione vitivinicola d’Italia. Per essere precisi è una zona che si estende oltre ai confini nazionali e tocca anche la Slovenia (qui prende il nome di Brda), dove troviamo, tra l’altro, alcuni dei migliori produttori di vini artigianali del Collio. Elencarli tutti per spirito di completezza o farne una selezione con la pretesa di individuare chi di loro sia davvero il migliore, è cosa a dir poco ardua, se non impossibile. Negli ultimi anni il livello della produzione dei vini artigianali del Collio, qualitativamente parlando, si è infatti allargato notevolmente: determinati modi di lavorare e di intendere il vino (soprattutto i bianchi macerati, divenuti così emblematici di questo territorio) sono entrati nelle cantine di tanti vignaioli naturali. Merito di pochi maestri che hanno aperto la strada, con il loro esempio, a una filosofia produttiva basata sulla qualità anziché sulla quantità. Ragion per cui è raro trovare vini economici e giovani in commercio. La nostra modesta selezione non vuole, dunque, rappresentare una classifica ma proporre una piccolo ventaglio di cantine che piacciono a noi per la loro storia, per i loro vini e per la loro creatività. Il nostro non è un approccio tecnico ed enologico, ma più empirico (i vini li abbiamo bevuti) ed emozionale. Ogni cantina elencata ha per noi un senso particolare, un posto fondamentale nel nostro percorso di conoscenza dei vini naturali e, più nello specifico, in questo caso, del Collio dove spicca incontrastata la Ribolla Gialla, vera e propria icona di questo territorio. Qui di seguito l’elenco (non una classifica!) dei 5 migliori produttori di vino secondo i nostri gusti.

Gravner

Il nome di Josko Gravner è uno di quelli in grado di mettere tutti d’accordo. Davanti ai suoi vini le differenze di gusti e di filosofie si riappacificano. Parliamo di uno dei più famosi maestri del Collio che ha saputo innovare ma allo stesso tempo recuperare una tradizione, quella dell’antica vinificazione in anfore di terracotta. Ha portato in auge i cosiddetti orange wine, fatti con lunghe macerazioni sulle bucce. La cantina si trova nel famoso quartiere Oslavia di Gorizia, oggi terra di grandissimi vini macerati proprio anche grazie a Gravner. Siamo nelle propaggini orientali del Collio. Sul finire degli anni Ottanta Gravner si rende conto di voler definitivamente prendere le distanze dalla deriva convenzionale che stava prendendo l’enologia a livello mondiale. Un deludente viaggio in California lo allontana definitivamente dalla modernità e lo avvicina all’antichità: scopre la Georgia e i suoi maestri vinai. Impara i segreti della loro arte e soprattutto come utilizzare le anfora di terracotta che da millenni erano usate in Georgia per fare il vino. In due decenni i vini di Gravner sono diventati rinomatissimi per la loro complessità, eleganza, finezza e potere evocativo al naso e in bocca. Siamo davanti alla storia del Collio.

Cosa provare:  Ribolla Gialla 2014

Radikon

Ci saranno sì o no 400 metri di strada tra Gravner e Radikon. Siamo dunque sempre a Oslavia. Il terreno è lo stesso, quello della ponca: suolo poco fertile ma ricco di minerali, di strati di marna e arenaria, perfetto per la Ribolla Gialla che qui a Oslavia è diventata una DOCG, la prima tra gli orange wine. Con Radikon siamo davanti a uno stile del tutto personale e creativo, un livello di perfezione ed eleganza raggiunto solo con anni di fatiche e tentativi. Il solco tracciato da Stanko Radikon ed ereditato da suo figlio Sasa nel 2016, è destinato restare impresso nella storia dei vini artigianali del Collio. Niente anfore ma botti e barriques per l’affinamento. Ma le lunghe macerazioni sono d’obbligo. Negli anni Stanko ha perfezionato il metodo di vinificazione arrivando a tre mesi di macerazione per tutti i vini e ad eliminare l’aggiunta di solforosa (rimasta solo in pochi vini della nuova linea S che fanno solo dieci giorni di macerazione). A Radikon tutto è curato per dare un vino di altissima qualità, dalla scelta dei formati delle bottiglie (oltre alla classica da 75 cl anche quelle da 100 cl e da 50 cl) a quella dei tappi, ultra performanti.

Cosa provare: Ribolla Gialla 2016, Jakot 2017

Podversic

Damijan Podversic è un altro produttore di splendidi bianchi macerati. La sua cantina si trova al confine con la Goriška Brda slovena. Qui ancora arrivano le brezze provenienti dal non lontano litorale adriatico, così i grappoli restano asciutti e ben ventilati. Le Prealpi Giulie pongono al riparo il Collio da perturbazioni provenienti da nord-est. Il microclima è favorevole e il terreno ideale per le uve a bacca bianca e nera di Podversic. Malvasia istriana, Ribolla Gialla, il Friulano, il Pinot Grigio, lo Chardonnay, il Merlot e il Cabernet Sauvignon. Damijan ha avuto diversi maestri ma tra loro spicca il nome di Gravner con il quale ha lavorato imparando tanti segreti. Tuttavia la produzione di Podversic di differenzia, innanzitutto per la scelta dei contenitori. Le fermentazioni sulle bucce avvengono per lo più in tini troncoconici di rovere. I vini vengono immessi in commercio a distanza di pochi anni dalla vendemmia ma meritano anch’essi una lunga attesa prima di essere stappati e degustati nel pieno della loro curva evolutiva. Si presentano puliti, dritti, tra eleganza, finezza e una certa rusticità. Piccoli gioielli tra i vini artigianali del Collio.

Da provare: Pinot Grigio, Malvasia, Kaplja, Prelit e Ribolla Gialla.

Movia

Siamo in Slovenia, a ridosso del confine con l’Italia. Qui il Collio prende il nome di Brda. Movia è certamente una delle cantine più antiche del territorio. Nel 1820 la figlia di Movia si sposò con il signor Kristancic e così iniziò la storia vitivinicola dell’azienda, oggi condotta da Ales Kristancic. Tra i produttori del Collio siamo forse davanti a uno dei più insoliti ed eclettici. I suoi vini sono caratterizzati spesso da una vistosa presenza di sedimenti. Non si tratta ovviamente di un difetto ma di una presenza voluta che gioca un ruolo fondamentale nella resa del vino. Forse non è consigliabile approcciarsi a questo produttore partendo dal Lunar o dal Puro. Il primo è un assemblaggio di Ribolla e Chardonnay in bottiglia da un litro da tenere in verticale per una settimana prima del consumo per decantazione del fondo (al momento del servizio si consiglia di caraffare il vino per separarlo dal deposito). Il secondo è una particolarissima bolla di Pinot Nero con una piccola aggiunta di Ribolla. particolarissima perché va conservata e stappata a testa in giù nell’acqua per fare uscire i sedimenti.

Da provare: Pinot Grigio Ambra.

Bressan

Siamo al confine ovest del Collio, lì dove dove i suoi pendii degradano dolcemente per aprirsi nella valle del fiume Isonzo. L’azienda Bressan ha una gloriosa tradizione, un ricco, lungo e affascinante passato famigliare che fanno di lei una delle cantine più storiche del territorio. Qui la Ribolla Gialla, tanto emblematica del Collio, la si trova assemblata con Tocai Friulano e Malvasia per dare vita al vino Carat, un orange wine di straordinaria finezza ed eleganza che colpisce per la sua evoluzione bicchiere dopo bicchiere. Dei rossi ci ha colpito lo Schioppettino (conosciuto anche come Ribolla Nera), un vino che dovrebbe essere semplice, schietto, senza pretese, ma che con Bressan assume quella raffinatezza che solo una grande storia e tradizione può regalare. In effetti tutto della cantina Bressan rimanda alla solidità di un passato orgoglioso, quasi parlassimo di nobiltà del vino. Bere un vino Bressan significa assaporare un’arte affinata nei decenni, anzi nei secoli, carica di esperienza e sapienza che non vengono sfacciatamente presentate, ma si nascondono nella semplicità e nell’onesta eleganza.

Da provare: Carat, Schioppettino, Pinot Grigio

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