Andrea Tirelli e Daniele Ricci: vignaioli naturali a Costa Vescovato

Costa Vescovato - La strada "Piazera"
Costa Vescovato - La strada "Piazera"
Costa Vescovato - La strada "Piazera" patrimonio Unesco

A una manciata di metri dalla cantina di Andrea Tirelli si allunga, come srotolata dal pennello di un pittore, una delle più belle strade di campagna che abbiamo mai avuto il piacere di percorrere nelle nostre giornate alla ricerca di vini naturali. Una strada antica e polverosa denominata la “piazera”. “E’ patrimonio Unesco”, ci ha spiegato Andrea, vignaiolo gentile e fine, due occhi azzurri da bravo ragazzo che ispirano fiducia e onestà al primo incrocio di sguardi. Non vi è dubbio sul suo modo di lavorare la vigna e produrre vino, senza utilizzo di diserbanti e antiparassitari chimici né additivi e correzioni di sorta in cantina. Non potrebbe essere altrimenti: in quel piccolo angolo di Colli Tortonesi che è Costa Vescovato tutto ti spinge al rispetto della natura, alla sua tutela e preservazione da contaminazioni che potrebbero nuocere a piante e animali.
Arrivando a Costa Vescovato viene naturale scrollarsi di dosso le reminiscenze della cultura industriale. Guardare la Piazera che si protende verso l’orizzonte collinare senza che neanche un cavo elettrico urti la vista, è qualcosa che ti porta indietro nel tempo e lì ti lascia sospeso. I filari di viti che corrono ai lati della strada – tra questi anche quelli di Andrea – sono l’unica cosa che ti ricorda che qui natura e uomo convivono e collaborano, silenziosamente, rispettosamente.

Andrea Tirelli, un vignaiolo gentile a Costa Vescovato

Poche anime vivono a Costa Vescovato, pochissime, solo 320 secondo l’ultimo censimento. Ma il paese è universalmente noto come territorio di straordinari vini, ma soprattutto straordinari vignaioli. Andrea Tirelli è uno di questi. I vitigni che coltiva sono espressione di questo territorio così vocato alla viticoltura. Il Cortese per il Muntà, il Tmorasso per il Derthona, la Barbera per il Terrapura, la Freisa per il Druid. C’è anche un bianco ancestrale, l’Ostara, dove coesistono Cortese e Timorasso. Sono tutti vini diversi tra loro eppure con un tratto distintivo che li accomuna. Difficile tradurlo in parole, noi lo descriviamo in modo aleatorio parlando del “tocco di Andrea Tirelli” che conferisce innanzitutto originalità a ciascun vino. C’è poi l’inconfondibile genuinità che ariva diretta e schietta in bocca al primo sorso.
per tutti questi motivi avere Andrea Tirelli nella cantina online di Enoteca Liquida è un piacere e un vanto.

Daniele Ricci, un maestro del Timporasso dei Colli Tortonesi

Come piacere e vanto è avere tra le nostre proposte i vini di Daniele Ricci, altro grande vignaiolo a Costa Vescovato. Potremmo definirlo un “maestro” del vino naturale dei Colli Tortonesi. La sua gamma di vini è ampia e spazia attraverso sei diversi vitigni (alcuni vinificati insieme) per dare vita a 14 diversi vini. Ma è con il Timorasso che Daniele ha saputo esprimersi al meglio finanche arrivare ad innovare (o rinnovare?) il modo di interpretare questo rustico vitigno a bacca bianca. Non è un caso che Daniele sia conosciuto nell’ambiente degli appassionati come “Timorasso Boy”. La sua interpretazione di questo vitigno porta con sé i tratti anarchici e anticonvenzionali della sua filosofia di intendere la produzione di vino. Un vignaiolo anticonformista che ha un lungo percorso alle spalle, un percorso che non inizia subito con l’approccio totalmente non interventista, ma che lo ha presto portato a bandire dalla sua vigna e dalla sua cantina ogni prodotto chimico di sintesi, ogni additivo e ogni correzione.
Il San Leto di Ricci è un bianco sicuro di sé. Ex nazionale di sci, ex casellante a Binasco, Ricci trova la sua dimensione in collina, rapito dalle curve delle vigne, dalla bellezza di una terra che impara ad amare e rispettare vivendola insieme alla sua famiglia. Ma nel suo San Leto non c’è soltanto poesia, con le sole parole non si fanno grandi vini. Il suo Timorasso San Leto trova pienezza proprio grazie alla sua unicità, a una vitalità riconoscibile al primo sorso. Si respira l’ebbrezza di chi ha cercato un passo diverso, di chi ha rallentato per gettare lo sguardo oltre gli steccati delle visioni orizzontali.

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