A tavola con i vignaioli

A tavola con i vignaioli

C’è un momento, dopo i passi in vigna, dopo gli assaggi in cantina, dove tutto riporta al senso intrinseco del vino: la convivialità, cioè quando si finisce a tavola con i vignaioli. Nei giorni scorsi abbiamo avuto la fortuna di tornare alla mensa dell’amore, alla tavola di Bruna Carussin. Lì dove prima del vino si condivide la bellezza dello stare insieme. Un rito celebrato nuovamente con Lidia Carbonetti, quasi a ricordarci dove è ripreso il nostro viaggio. Un percorso ci ha portati quest’anno ancora su e giù per l’Italia a raccogliere e cibarci di fantastiche briciole di vita.

Piccole strade piene di curve e gioia che trovano nel cerchio di una tavola la fine della fatica e l’inizio del piacere. Quell’attimo di ebbrezza dove le chiacchiere e i bicchieri sono un canto alla terra. Un atto di gratitudine che si celebra stappando bottiglie di un Piemonte che sa esprimersi ovunque con grande carattere: dal Monferrato ad Ovada, in questo caso.

Produrre vino in modo naturale non è una tecnica ma un modo di approcciarsi alla vita con la consapevolezza che il territorio non va usato ma vissuto. Bruna e Lidia fanno vini così. E prima dei loro rossi che riempiono i nostri bicchieri, lo dicono i loro occhi che ci accarezzano l’anima. Vendere i loro vini è un po’ come mettere in gioco il nostro cuore: ci siamo innamorati di un percorso coraggioso, forse l’unico possibile per chi sa leggere nelle bottiglie che vendiamo una bellissima storia.

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